Uomo nel buio di Paul Auster

Uomo nel buio di Paul Auster

Uomo nel buio di Paul Auster

La trama:
August Brill è un critico letterario in pensione e vive nel Vermont a casa della figlia per rimettersi da un incidente automobilistico. Soffre di insonnia. Per tenere occupati i pensieri nelle lunghe ore in cui giace immerso nel buio, si inventa storie che lo conducano lontano dalla sua vita, lontano dalle storie vere che preferirebbe dimenticare: la morte recente della moglie Sonia e l’orribile assassinio in Iraq del ragazzo della nipote. Brill ha passato la vita a leggere i libri degli altri e adesso prova sollievo a inventare romanzi nella propria testa. Nelle ore centrali della notte il percorso di Owen Brick, il protagonista di questa vicenda, si conclude tragicamente. E quando la nipote, Katya, anch’essa insonne, lo raggiunge nelle prime ore del mattino, Brill capisce che non può più sfuggire ai racconti veri.

La lettura di questo romanzo breve – pure troppo, un 150 pagine – è stata una delle migliori di quest’anno e anche di quello precedente.
Paul Auster è uno di quegli scrittori – pochi – che riescono a incantarti anche senza una trama complessa e personaggi eclatanti.
Scrittori, le cui storie del vivere quotidiano, nella loro essenzialità, raccontano la straordinaria varietà e complessità dell’esistenza.
Credo che ogni buona storia, in realtà, abbia in sé queste potenzialità. Volente o nolente, lo scrittore è un uomo, che guarda la realtà e la descrive. Può anche scrivere la cosa più assurda che gli passa per la testa, ma se mette sé nella scrittura – cosa che spero uno scrittore faccia – qualcosa di quel sé passerà. Non c’entra con l’ego o con l’essere autoreferenziali, né col desiderio di inserire una tematica o di voler dire qualcosa per forza.
È solo che sei umano fra gli umani. Se metti te stesso in quello che scrivi, qualcosa della tua umanità, fra le righe ci passerà per forza. Di solito passa inconsapevole, proprio quando decidi di non farcela passare. Strano, no?

Uomo nel buio ti entra dentro. Con la sua umanità, con la sua abilità di narrare il quotidiano e di renderlo straordinario, con la sua capacità di descrivere il dolore, il male, l’amore, la gioia, la vita di persone comuni, che lottano, spesso senza sapere come, per vivere al meglio la propria esistenza.
Per quanto un romanzo sia finzione, Uomo nel buio è forse una delle letture che più si avvicina a raccontare il quotidiano, in modo tremendamente reale.
È un libro che ti fa commuovere. Che è il vero motivo per cui leggo libri, alla fin fine.

Leggetelo, starete meglio.

Consigliato per chi:

  • vuole essere smentito sul fatto che solo una trama complessa possa dargli la felicità
  • non teme che la quotidianità sia noiosa (e sbaglia: la quotidianità è noiosa. Ma Paul Auster no).
  • vuole un libro che lo sorprenda (mica ho detto tutto quello che c’era da dire, anzi!)
  • ama il cinema d’autore: c’è un lungo dialogo dedicato all’analisi di alcuni grandissimi film. “Ladri di biciclette” di De Sica, “Viaggio a Tokyo” di Ozu, tanto per citare i due che conosco. Merita tantissimo.
  • Ha poco tempo per leggere e vuole un ottimo romanzo, in barba alla botte piena e alla moglie ubriaca.
  • Sa che va tutto bene se, leggendo un capolavoro scritto in modo così semplice e lineare, si ritrova a a dire: “Anch’io so scrivere così!”
  • Vuole commuoversi.