Tre uomini in barca di Jerome K. Jerome

Qualche giorno fa una mia amica ha accennato a “Tre uomini in barca” e mi son detto: recensiamolo! Ho subito ridimensionato questa pretesa e l’ho trasformata in un più realistico: scriviamoci su due righe.
Dato che quest’ultima intenzione mi sembra più praticabile, eccomi qui, a parlare di questo straordinario libro.
Tre uomini in barca è esilarante. Si ride dall’inizio alla fine. Si passano tutti i tipi di risata. Da quella a denti stretti, a quella che ti tiri una ginocchiata in faccia da tanto che ti sei piegato dal ridere. Consiglio di leggerlo da sdraiati, per evitare cadute dalla sedia o dal divano a causa delle convulsioni.
Come tutte le risate intelligenti, in questo libro c’è di più che una serie di gag alla Zelig.
C’è anche una critica alla società borghese dell’epoca…ma davvero vuoi sentire queste menate? Credo di no. L’intelligenza dell’umorismo intelligente non si spiega, si assapora. Spiegarlo significa mortificarlo, non averne compreso la forza. Come spiegare le battute: non si fa. Se non l’hai capita, peccato. One shot, one kill. Paganini non ripete.
Mi sono perso. Torniamo alla recensione.
Il libro è divertente, anche se può essere un’ironia a cui non si è abituati. Un po’ datata forse, ma il buonumore non passa mai di moda.

Consigliato per chi:

  • è pigro
  • ama ridere
  • odia ridere perché non ci riesce
  • è depresso
  • è ipocondriaco
  • ama i cani
  • odia i cani
  • è pessimo a raccontare barzellette
  • apprezza l’ironia
  • crede di apprezzare l’ironia
  • vuole fare un giro in barca
  • odia le trame complicate
  • pensa che i libri siano noiosi
  • ha la sindrome di Schumacher* (v. nota a fondo pagina)
  • crede che Tre uomini in barca sia il sequel di un film di Aldo, Giovanni e Giacomo

Mi fermo qui. Inutile raccontare la trama di un romanzo che trama non ha, e la cui intenzione è solo di farti ridere. E’ questo che devi stamparti in testa. Questo libro è divertente. E puoi anche saltare i capitoli e capirlo lo stesso.
Bello, no?

*La Sindrome di Schumacher è riassumibile nella frase: non ho mai letto un libro, ma ho fatto i miliardi lo stesso.