Dico la mia su Rogue One – recensione acritica ad alto tasso di spoiler e soggettività manifesta

Rogue One

A Natale abbiamo visto Rogue One, l’ultima avventura della saga cinematografica più famosa di tutti i tempi¹  ²

¹Se la tua domanda è: “Di quale saga stai parlando?” , sappi che questo era un test. E non l’hai superato. Perciò quello che stai per leggere non è per te. Ciao e buon Natale.
²No, non sto parlando nemmeno di Games of Thrones! Se pensavi questo hai un problema serio. Il lato positivo è che almeno adesso lo sai!

La storia la sapete tutti, sì?
Rogue One risponde alla domanda: “Come stracacchio ha fatto la principessa Leila ad avere i piani segreti della Morte Nera?
Se per 40 anni la tua vita non ha avuto senso senza questa risposta, ora puoi morire felice. Il film finisce esattamente dove comincia il quarto episodio.

La trama in breve:

Jyn Erso, figlia dell’ex ingegnere imperiale Galen Erso, non ha notizie del padre da 15 anni. Da quando fu rapito dall’Impero e da quando, nella colluttazione, anche la madre morì. Lei è vissuta un po’ con il ribelle Saw Herrera e poi da sola. Jyn scopre, grazie ai ribelli della resistenza, che suo padre è vivo. Insieme al capitano Kassian, al robot imperiale riprogrammato, K2 e a un manipolo di eroi raccolti lungo il cammino, parte alla sua ricerca. Scoprirà non solo che il padre è vivo ma che anche è stato costretto a costruire una temibile arma, chiamata Morte Nera, in grado di chiudere la guerra a favore dell’Impero in poco tempo. E scoprirà che il destino della Galassia sta in un dettaglio segreto che il padre ha occultato nei piani della Morte Nera stessa…

Ora ho un problema.
Oscillo fra “wow, che figata di film!” a “boh?”. E non so che posizione prendere.
Vediamo se riesco a spiegarmi.

Il film è molto godibile e con un ottimo ritmo. Parte un po’ in sordina e poi ha una bella accelerata sul finale, ma questo per me non è un difetto. Mi piacciono i film che partono lenti, se poi sono belli.

L’atmosfera è bellissima, cupa e decadente, in perfetto Star Wars style, con quella commistione di edifici, oggetti e rituali antichi e tecnologia ultramoderna con astronavi e viaggi nell’iperspazio.

Gli elementi “boh?”

  • Il realismo
    Il film è forse il capitolo della saga (escluso il 7, che non ho visto, quindi non so come sia) più crudo e realistico.
    Nelle moltissime battaglie di terra c’è una violenza e un numero di morti superiore probabilmente a quelli di tutta la saga messi insieme.
    Quando i ribelli lanciano le bombe contro i carri imperiali lo fanno per uccidere.
    E quando i soldati dell’impero vengono travolti dalle esplosioni non hai l’impressione che cadano in terra dei fantocci (per decenni mi sono chiesto se i soldati imperiali fossero uomini o androidi), come in tutti gli altri film della saga.Non si vede né sangue, né particolari violenti, ma per la prima volta in Guerre Stellari, si capisce una cosa molto chiara: è una guerra.
    I fantocci non cadono a terra storditi, per permettere ai nostri eroi di proseguire. E’ guerra vera.Questo è uno degli elementi che mi fa oscillare fra wow e boh.
    Ovviamente è un giudizio del tutto soggettivo. Ti spiego perché.Non c’è nulla del tono scanzonato che permea tutta la saga precedente (e con precedente intendo gli episodi 4,5 e 6. Quella roba dalla Minaccia Fantasma in poi non me la ricordo, scusate…).Guerre Stellari è assolutamente serio quando serve, ma è innegabile il tono leggermente spensierato che pervade la saga, a partire dai robot macchietta, alle smorfie di Han Solo, alle battute, al modo tutto sommato “leggero” di affrontare anche i momenti più duri. E le battaglie hanno il pathos di uno scontro più ludico che mortale. E’ space opera, in fondo.Rogue One per certi versi sembra più simile a Battlestar Galactica come approccio alla guerra che a Guerre Stellari. Sembra più simile a un film di guerra nello spazio che a un film di giochi stellari nello spazio. Perché Star Wars, nonostante la parola guerra, è più simile a una saga di giochi stellari, un grande videogioco durato 7 film, più che un film di guerra reale
    .
    In Rogue One la gente muore.
    I soldati cadono, i comandanti fanno scelte terribili, la guerra non divide più fra buoni e cattivi, ma anche i buoni, per la causa, sacrificano vite, uccidono innocenti, fanno scelte dalla dubbia moralità.Tutto questo è bellissimo! L’ho adorato. Lo dico seriamente. E’ fatto davvero bene. Ed è forse uno degli elementi di maggior pregio.
    Però sono un nostalgico di un certo tipo di formato.E quindi, un pochino mi sono detto…ehi, ma è un film di Star Wars?
  • I personaggi

    L’altro elemento boh? sono i personaggi (occhio, che tra un po’ vado di spoiler pesanti).
    I personaggi dovrebbero bucare lo schermo. Te li devi ricordare. Ci vivi, ci soffri e muori un po’ con loro, se ci lasciano le penne.
    I protagonisti di Rogue One invece…boh? Chi se li ricorda?
    A me non hanno lasciato il segno.Sono uscito dal cinema con questa sensazione di boh? stampata sulla faccia.
    Sì la storia, le battaglie, bello tutto, ma i personaggi?


    L’angolo del saputello (dove l’autore finge di sfoggiare una cultura che non ha. Se vuoi te lo puoi saltare)

    Non esiste storia senza personaggi.
    Un buon personaggio ha un obiettivo, più forte è meglio è, e degli ostacoli da superare. Che sono in larga misura interiori, per quanto possano essere solo accennati e che hanno poi una loro controparte esteriore.
    Superandoli (o non superandoli) il personaggio cambia, si evolve.
    E’ questo che rende la maggior parte delle storie interessanti.
    Ciò che rende una storia interessante è l’umanità dei personaggi coinvolti (persino se non sono umani).
    E’ questo che ti fa appassionare, soffrire, incazzare, che ti li fa ricordare anche per anni. Belle le battaglie, bella l’atmosfera, belle le musiche, bello tutto…ma se i personaggi non sono ben caratterizzati, se non hanno dei “perché” forti, la storia a me non rimane in testa.
    Sono le emozioni che ti rimangono dentro.
    E le emozioni te le danno le persone. Punto.


    In Rogue One, mi spiace dirlo, i personaggi non lasciano traccia. L’impressione globale è che siano stereotipati in funzione della storia e non viceversa.

    Prendiamo Jyn Erso, la protagonista.
    Vive pensando che il padre sia morto da 15 anni.
    All’inizio è una menfreghista di livello epico.
    Nel giro di pochi giorni le succedono le seguenti cose:

  • scopre che il padre è vivo;
  • che sta costruendo la Morte Nera;
  • che ha un piano segreto per distruggerla;
  • ritrova il padre, ma questo muore fra le sue braccia dopo averle detto appena un paio di frasi di commiato (le uniche dopo 15 anni).Risultato?
    Lei passa da menefreghista di livello epico a ribelle di livello epico nel giro di due secondi, senza battere ciglio. E poi non ha più alcun dubbio.Emozioni contrastanti, rabbia, paura, dissenso, senso di abbandono, confusione, qualsiasi emozione negativa?
    Maddai, che è sta roba? Mica c’è tempo, abbiamo un film da girare!Non servivano ore, bastavano due frasi, uno sguardo particolare, un’inquadratura… vabbè, chiedo troppo.

    Kassian ha l’ordine di uccidere Galen Erso, il padre appena ritrovato di Jyn.
    Non vuole farlo ma deve farlo. E sa che lo farà, come decine di altri omicidi compiuti per una causa superiore.
    Va dritto all’obiettivo, poi quando lo ha nel mirino, desiste.
    Perché? Non si capisce.
    Il soldato coi sensi di colpa che rifiuta di eseguire un ordine per salvare il padre della bella di turno, per quanto stereotipo ormai consumato, è comunque meglio che niente per far andare avanti una trama.
    Ma si deve capire il perché.Lo fa per Jyn? Boh?
    Si è innamorato di lei? Boh?
    Un risveglio improvviso di coscienza? Ancora una volta, boh?

    Non c’è traccia di una motivazione nel suo comportamento. Disubbidisce a un ordine, ma non si sa perché. Per cui Kassian rimane piatto come lo era all’inizio.
    A ruota gli altri personaggi. K2 escluso, ma di lui parlo dopo.

    Ok, ma sto film ti è piaciuto?

    Abbastanza.
    Il film è fatto davvero bene ed è gradevole.

    Ha un ottimo ritmo, la trama è ben intrecciata.
    Non griderò al capolavoro, ma si fa vedere e al cinema è uno spettacolo per gli occhi.

    L’atmosfera cupa e decadente è davvero perfetta.
    Usare gli effetti speciali moderni per ricreare quel senso di commistione antico/moderno è stato efficacissimo e finalmente ha tolto quella patina di “cencioso” che avevano i primi film, non per colpa loro ovviamente (insomma, sono di 30 e passa anni fa). D’ora in poi Star Wars spero sia sempre così.

    Se i personaggi fossero stati caratterizzati meglio, avrei gridato al miracolo. Peccato.

    Le cose davvero fighe (spoiler, spoiler, spoiler!)

  • La battaglia finale è epica e tipicamente da Star Wars, con battaglie di terra e guerra nello spazio insieme. Come sfondano il portale è un colpo di genio e bellissimo da vedere al cinema (e chissà in 3D).
  • I protagonisti muoiono tutti. E’ il primo film, non dell’orrore, dove vedo accadere una cosa simile. Per la mia vena macabra questo è un punto a favore.
  • L’atmosfera decadente post Repubblica è resa magnificamente.
  • K2, l’ex droide imperiale è l’unico personaggio che faccia dell’umorismo cinico e che ti ricorda che, tutto sommato, siamo in una saga di Star Wars. Azzeccatissimo. Si sacrifica in modo fottutamente eroico ed è stato il momento in cui mi sono commosso di più nell’intero film.
  • Mi è piaciuto il gioco di potere all’interno delle gerarchie imperiali. Quella paranoia che serpeggia fra ufficiali, continuamente desiderosi di farsi le scarpe a vicenda, è una delle chicche di Star Wars.
  • Darth Vader appare due volte e solo in una scena parla. Dove conferisce con l’ufficiale dell’Impero (il cattivo di questa storia) è quanto di più dark si sia mai visto. Credo che anche Sauron si cagherebbe sotto…

E infine…

La chicca!

Nei 5 minuti finali vedi Darth Vader come nessuno te l’aveva mai fatto vedere, in tutta la sua letale brutalità. Inarrestabile e spietato. Una scena che vale l’intero film.
E allora chissenefrega dei personaggi, della trama, delle atmosfere scanzonate o cupe e di tutta sta recensione della minchia!
Tu vuoi solo Darth Vader! Darth Vader! Più Darth Vader per tutti! Darthvaderizzatemi!

In conclusione…

Guardatelo, che ne vale sempre la pena. Soprattutto se non vi siete ancora ripresi dai vari Minaccia Fantasma e compagnia. Il Risveglio della Forza non l’ho visto, ero troppo deluso dal passato, perciò non posso fare confronti con quello.

Attendo giudizi e confronti da chi l’ha già visto. insomma, parliamone!

E comunque sia, Darth Vadeeeer!!!