L’anello del tritone di L. Sprague De Camp

L’anello del Tritone rientra a pieno titolo nel filone “Sword&Sorcery” ed è un bel fantasy d’altri tempi, pieno di magia, creature fantastiche, combattimenti all’arma bianca, avventura pura, ironia, e un onnipresente sense of wonder, ideale per chi ama lasciarsi trascinare dalla fantasia, senza troppe complicazioni.

L'anello del tritone di L- Sprague De Camp

L’anello del tritone di L- Sprague De Camp

La trama
Dimenticate gli intrecci labirintici del Trono di Spade, i personaggi cupi e introspettivi alla Terry Brooks, i misteri del passato alla Harry Potter.

Il principe Vakar è un ottimo guerriero, ma non aspira né al trono, né alle imprese eroiche. Votato alla ricerca filosofica e a metter su famiglia con una donna del suo rango, si troverà suo malgrado ad affrontare la più classica delle quest: un lungo e pericoloso viaggio, attraverso luoghi spesso inospitali, alla ricerca dell’oggetto che salverà il suo popolo dall’invasione e dall’ira degli Dei. Come da copione, a sbarrargli il cammino ci saranno spadaccini, assassini, stregoni, negromanti, creature demoniache e sovrannaturali, che lui affronterà con forza, ingegno e anche un pizzico di ironia, che non guasta mai.

Dopo una vita che non leggevo fantasy, “L’anello del tritone” è stata una piacevole sorpresa.
De Camp ambienta una trama lineare in un mondo dove il senso del meraviglioso e del fantastico abbonda, con stregoni e magie e creature sovrannaturali, strane usanze, popoli esotici, luoghi misteriosi. L’ambientazione è un tocco di originalità: non il “solito” mondo celtico, ma una versione fantastica del mondo ellenico, con mostri che sono variazioni delle più famose creature leggendarie.

Un fantasy ben scritto, superbamente ambientato, che si legge tutto d’un fiato, dove l’avventura la fa da padrone.

Sconsigliato per chi ama le saghe eterne, i personaggi complicati, quelli che credono che Martin sia davvero fantasy e chi non può vivere senza elfi, nani e derivati.